Mani che regolano i comandi di un mixer analogico in uno studio di registrazione – AIAI
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Non sono state condotte molte ricerche sulle correlazioni tra personalità e preferenze musicali, ma le poche ricerche disponibili suggeriscono che esiste un legame. Altri, però, non sono d’accordo. Vi capita di scoprire che voi e i vostri amici avete gusti simili in fatto di generi musicali? Sembra improbabile che si tratti di una semplice coincidenza.

Si potrebbe capire il carattere di una persona osservando i suoi mezzi di comunicazione preferiti. O forse si possono dedurre i loro gusti musicali in base al loro carattere. Alcuni possono ascoltare la gelateria della musica.

Caratteristiche e preferenze musicali

Nel corso di uno studio, circa 36.000 persone di tutto il mondo hanno valutato oltre 104 generi musicali. I risultati hanno avvalorato l’ipotesi che i tratti della personalità di un individuo siano correlati alle sue preferenze musicali, ma hanno anche evidenziato l’importanza di altri fattori. Le caratteristiche di personalità che si sono dimostrate associate a specifici tipi di musica sono le seguenti.

Pop. Amichevolezza, schiettezza e tradizione descrivono al meglio questo individuo estroverso. I ricercatori hanno scoperto che i fan della musica pop erano meno creativi e più ansiosi di quelli che preferivano altri generi musicali, nonostante fossero produttivi e avessero un’alta autostima.

Hip hop/rap. Secondo la credenza popolare, i fan del rap tendono a essere arrabbiati o violenti. Tuttavia, i ricercatori non hanno trovato alcuna prova a sostegno di questa tesi. I rapper, invece, avevano maggiori probabilità di avere un buon livello di fiducia in se stessi e di essere estroversi rispetto ai fan di altri generi.

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Paese. I fan di questa categoria si sono spesso descritti come tradizionali, estroversi, conservatori e diligenti. Anche se molte canzoni di musica country parlano di dolore, i fan di questo genere tendono a essere emotivamente sani. Rispetto ad altre persone, hanno anche una scarsa propensione a imparare da nuove situazioni.

Prevedere i gusti dalle caratteristiche personali

Le previsioni sulla personalità delle persone basate sulla musica che ascoltano possono essere sorprendentemente accurate. Per esempio, le persone estroverse tendono a preferire la musica con molti bassi, mentre gli individui con maggiore capacità creativa e QI tendono a preferire il jazz e la musica classica.

Preferenze musicali e schemi di pensiero

Un’altra indagine ha suggerito un legame tra il genere musicale preferito e il modo in cui il cervello affronta le nuove conoscenze. I segnali sociali (empatia) e le nozioni preconcette su come gli individui pensano di dover rispondere sono due modi in cui, secondo i ricercatori, le persone reagiscono alla realtà (sistematizzazione).

Un’ampia varietà di musica moderna, dall’indie rock al country al folk, era in grado di attrarre i simpatizzanti per la sua dolcezza e profondità emotiva. Molti di loro lavorano in campi creativi o umanitari e hanno una preferenza per la musica rilassante che può far loro provare qualcosa.

In contrapposizione, i sistemisti erano spesso più interessati ai campi scientifici e matematici. Prediligono la musica con strutture intricate, come la musica classica, il jazz e la world music, nonché la musica appassionata, vivace e sofisticata. Tuttavia, non tutti gli studi hanno dimostrato che la personalità di una persona influisce sui suoi gusti musicali.

Memoria e contesto di ascolto

Il legame fra carattere e brani preferiti passa in larga parte dalla memoria. Un pezzo ascoltato molte volte in un periodo preciso conserva la traccia di quel periodo, e viene poi riascoltato anche per recuperarla. È il motivo per cui repertori giudicati mediocri restano in cima alle preferenze personali di chi li associa a un momento specifico.

Conta inoltre il contesto in cui l’ascolto avviene. Lo stesso brano cambia effetto se accompagna un viaggio, un lavoro che richiede concentrazione o una serata condivisa, e la preferenza dichiarata riguarda spesso la situazione tanto quanto la musica.

Perché le preferenze musicali cambiano nel tempo

Le preferenze non sono stabili. L’esposizione ripetuta rende familiare ciò che all’inizio risultava respingente, e la familiarità è uno dei fattori che più incidono sul gradimento. Molti ascoltatori riferiscono di avere apprezzato tardi generi che avevano rifiutato, dopo averli incontrati in un contesto diverso.

Agisce in senso opposto la saturazione: un brano molto amato e riprodotto senza sosta perde forza, e viene messo da parte per anni prima di tornare ascoltabile. La colonna sonora personale è quindi un elenco in movimento, non una classifica definitiva.

Il peso dell’ascolto ripetuto

La familiarità resta il fattore più costante nel gradimento musicale. Un brano ascoltato poche volte viene giudicato su ciò che si riconosce al primo passaggio, mentre l’ascolto ripetuto rende percepibili dettagli di arrangiamento che inizialmente restavano sullo sfondo, e il giudizio cambia con essi.

Questo spiega perché le raccomandazioni automatiche funzionino meglio quando propongono brani vicini a quelli già ascoltati: non perché il gusto sia prevedibile, ma perché la somiglianza abbrevia il numero di ascolti necessari prima che un pezzo risulti familiare.

I limiti degli studi sulla personalità e i gusti musicali

Le ricerche che mettono in relazione tratti di personalità e preferenze musicali producono correlazioni reali ma deboli. Il tratto che emerge con maggiore costanza è l’apertura all’esperienza, associata a un ascolto più vario e più incline ai repertori complessi; gli altri tratti compaiono in modo discontinuo da uno studio all’altro. Anche nei casi migliori si tratta di tendenze statistiche su grandi gruppi, non di regole applicabili a una singola persona.

Il metodo introduce vincoli propri. Quasi tutti questi studi si basano su questionari compilati dai partecipanti, che dichiarano sia i propri tratti sia i propri gusti: due misure soggettive messe in relazione fra loro. I campioni provengono in larghissima parte da studenti universitari di paesi occidentali, e i risultati raccolti in quel contesto non si trasferiscono automaticamente altrove.

C’è poi un problema di vocabolario. Le etichette di genere usate nei questionari non significano la stessa cosa in paesi diversi né a distanza di quindici anni: quello che un partecipante classifica come musica elettronica può coprire repertori molto lontani fra loro. Una parte della variabilità osservata fra studi dipende da questo, non dalle persone.

Ascolto in gruppo e ascolto solitario

La stessa registrazione svolge funzioni diverse a seconda della situazione in cui viene ascoltata. In cuffia, da soli, l’ascolto tende a essere selettivo e ripetuto: si torna sugli stessi brani, si seguono dettagli di arrangiamento, si usa la musica per regolare uno stato d’animo. In una sala con altre persone la scelta non è più individuale e l’attenzione si divide fra il suono e il contesto.

La dimensione collettiva ha un peso particolare nell’adolescenza, quando dichiarare un gusto musicale serve anche a collocarsi rispetto a un gruppo. È il periodo in cui si formano molte preferenze durature, e non è semplice separare quanto derivi dall’ascolto e quanto dall’appartenenza. Le preferenze dichiarate in quella fase tendono a restare stabili anche quando le abitudini di ascolto cambiano.

Da qui deriva uno scarto misurabile fra ciò che le persone dichiarano di ascoltare e ciò che ascoltano davvero. I dati di riproduzione raccolti dalle piattaforme mostrano regolarmente repertori più convenzionali di quelli indicati nei questionari, e la distanza fra le due misure è essa stessa un’informazione sul rapporto fra identità e ascolto.

Il contesto lascia anche una traccia mnemonica diversa. Un brano ascoltato ripetutamente da soli si lega a uno stato interno e viene richiamato quando quello stato si ripresenta; un brano legato a una situazione condivisa richiama invece il luogo e le persone, spesso con un dettaglio maggiore. È una distinzione che emerge con regolarità nei racconti autobiografici raccolti sugli episodi musicali della propria vita.